Ah, Rowling Rowling, perché sei tu Rowling? (O Robert Galbraith , ma ormai penso tutti sappiano che è uno pseudonimo), Il mio rapporto di odio/amore con lei è sempre più ambiguo. Non compro più i suoi libri per una mia particolare forma di protesta nei confronti del suo operato coerente, per carità, con il suo pensiero. Attenzione, la si più pensare come si vuole e avere le proprie idiosincrasie, i propri “razzismi” e quant’altro, ma quando vengono finanziate certe aberranti iniziative politiche... ecco lì mi fermo con la tolleranza. Mi sembra incredibile che una donna che ha creato Harry Potter possa avere certe idee e portarle avanti con tale foga e mole di denaro. Quindi ho deciso, per mia personalissima pace interiore, di non comprare più i suoi libri, ma di leggerli solo presi in biblioteca, per rispettare il suo pensiero ma contemporaneamente non incrementare il denaro che può andare in certe politiche abominevoli. Questo il motivo per cui ci ho messo così tanto a leggere questo ...
Dai, diciamolo, il teatro a volte può risultare ostico da leggere. Un po’ perché i testi sono spesso strettamente legati alla messinscena, un po’ perché obbliga a uno sforzo immaginativo data la mancanza di descrizioni ambientali e psicologiche. È una letteratura di personaggi. E questi devono avere una profondità di parola espressiva molto superiore a quella della narrativa. Cosa pensa il personaggio? Perché? Quali sono le sue aspettative? Qual è il suo passato? E che relazioni ha con gli altri personaggi, che a loro volta pensano e agiscono senza che ci dicano il perché? Il buon testo teatrale è quello che a queste domande semplicemente non risponde perché non ce n’è bisogno, perché il suo “qui e ora” è sufficiente a renderlo “umano”. Ecco, Massimo Canepa e Paolo Faroni , componenti del gruppo Blusclint , in questa Trilogia della morte con lieto fine ci fanno conoscere personaggi così, che esistono, vivono, hanno senso in quell’alveo lì, quello di un testo breve, efficace, in ...