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Neve, di Orhan Pamuk

L’uomo è il capolavoro di Allah e il suicidio è una bestemmia. Ka , turco residente in Germania, è un poeta, ma è anche un giornalista che da Francoforte viene mandato a Kars , al confine tra Armenia, Georgia e Turchia, per scrivere un reportage. Tema: le donne islamiche che si suicidano perché l’università vieta loro di entrare con il velo. Tosto come argomento. In più Ka si troverà nel bel mezzo di un colpo di Stato durante uno spettacolo teatrale – molto amletico, ça va sans dire –, l’omicidio del rettore dell’università di cui è testimone diretto, ad avere a che fare con terroristi islamici, militari nazionalisti e la cosa più ostica di tutte: la propria coscienza spirituale. È ateo? Crede in Allah? E se sì, perché? Ma quello che coinvolgerà più di tutto Ka nel suo soggiorno è il suo amore per Ipek , splendida donna, figlia del proprietario dell’albergo, Turgut , in cui risiede Ka, sorella di Kadife , che è l’amante del personaggio più carismatico e interessante di tutti, il terro...
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Malaparte. Morte come me, di Monaldi & Sorti

È proprio vero: spesso le cose più belle nascono dagli errori. Dal book crossing di un’amica prendo, al volo, di corsa, un libro che ha in copertina il nome Malaparte, convinta sia qualche romanzo di Curzio. Invece mi ritrovo a leggere un romanzo che si intitola Malaparte. Morte come me , di cui lo scrittore è il protagonista, scritto da una coppia nel lavoro e nella vita, Monaldi & Sorti , e scopro che è un libro arrivato tra i 12 finalisti al Premio Strega del 2017, l’anno in cui ha vinto Le otto montagne di Paolo Cognetti, che, con tutto il rispetto, a questo libro non tira dietro neanche le ciabatte.  Rita Monaldi e Francesco Sorti – grecista lei, musicologo lui – danno vita a un giallo storico affascinante e appassionante, sulle orme di Curzio Malaparte durante il suo soggiorno a Capri nel 1939 , mentre stava facendo costruire la sua villa, un capolavoro di architettura razionalista a picco sul mare. Il romanzo è stato motore della  riapertura del caso da parte ...

Domani è per sempre, di Ermal Meta

Ai figli di un tempo ferito, che il tempo non ha potuto ferire.  Molto doloroso. Un affresco veramente duro dell’Albania del secondo dopoguerra, con le sue violenze e le sue contraddizioni. Ma ce la ricordiamo la famosissima foto della nave piena di albanesi del 1991. Quella stessa Albania a cui ora chiediamo di ospitare i nostri “clandestini”. I corsi e ricorsi della Storia altro non sono che la nostra amnesia a breve e lungo termine. Una volta gli albanesi erano i nostri delinquenti, ora sono quelli che i delinquenti ce li tolgono... Quanta acqua marcia scorre sotto i ponti eh? E lasciamo perdere i ponti... che qui in Italia non hanno buona fama tra Morandi e Messina... Ermal Meta è un bravissimo romanziere: empatico, coerente, bravo a creare situazioni e a provocare emozioni anche molto forti. È indubbiamente un libro che prende la pancia Domani e per sempre . Non è come si potrebbe pensare autobiografico, ma è basato su storie vere, sentite direttamente dall’autore.  La v...

Giorni memorabili, di Michael Cunningham

Whitman è stato l’ultimo grande uomo che ha veramente amato il mondo. Le macchine stavano appena cominciando ad avanzare quando visse lui. Se potessimo tornare a un’era come quella di Whitman, forse potremmo amare di nuovo il mondo. Michael Cunningham è indubbiamente uno dei miei autori preferiti. Le ore , Una casa alla fine del mondo , Carne e sangue ... Uno più bello dell’altro. Ed è un autore versatile, con uno stile preciso, ma pronto a storie sempre diverse. Questo Giorni memorabili , scovato in una vecchia edizione al Libraccio tra i libri a 2 euro, è completamente diverso da ogni altro suo romanzo. Tre storie, tempi diversi, tre personaggi che ricorrono in tutte e tre le vicende anche se con caratteristiche e ruoli diversi. Un’unica linea temporale che parla di corsi e ricorsi, di evoluzione, di consequenzialità... Dove finisce una storia ne inizia un’altra, nuova, ma necessariamente figlia della precedente.  Luke (o Lucas,un bambino), Simon  (un ragazzo, un mezzo...

L’uomo marchiato, di Robert Galbraith

Ah, Rowling Rowling, perché sei tu Rowling? (O Robert Galbraith , ma ormai penso tutti sappiano che è uno pseudonimo), Il mio rapporto di odio/amore con lei è sempre più ambiguo. Non compro più i suoi libri per una mia particolare forma di protesta nei confronti del suo operato coerente, per carità, con il suo pensiero. Attenzione, la si più pensare come si vuole e avere le proprie idiosincrasie, i propri “razzismi” e quant’altro, ma quando vengono finanziate certe aberranti iniziative politiche... ecco lì mi fermo con la tolleranza. Mi sembra incredibile che una donna che ha creato Harry Potter possa avere certe idee e portarle avanti con tale foga e mole di denaro. Quindi ho deciso, per mia personalissima pace interiore, di non comprare più i suoi libri, ma di leggerli solo presi in biblioteca, per rispettare il suo pensiero ma contemporaneamente non incrementare il denaro che può andare in certe politiche abominevoli. Questo il motivo per cui ci ho messo così tanto a leggere questo ...

Trilogia della morte con lieto fine, di Massimo Canepa e Paolo Faroni

Dai, diciamolo, il teatro a volte può risultare ostico da leggere. Un po’ perché i testi sono spesso strettamente legati alla messinscena, un po’ perché obbliga a uno sforzo immaginativo data la mancanza di descrizioni ambientali e psicologiche. È una letteratura di personaggi. E questi devono avere una profondità di parola espressiva molto superiore a quella della narrativa. Cosa pensa il personaggio? Perché? Quali sono le sue aspettative? Qual è il suo passato? E che relazioni ha con gli altri personaggi, che a loro volta pensano e agiscono senza che ci dicano il perché? Il buon testo teatrale è quello che a queste domande semplicemente non risponde perché non ce n’è bisogno, perché il suo “qui e ora” è sufficiente a renderlo “umano”.  Ecco, Massimo Canepa e Paolo Faroni , componenti del gruppo Blusclint , in questa Trilogia della morte con lieto fine ci fanno conoscere personaggi così, che esistono, vivono, hanno senso in quell’alveo lì, quello di un testo breve, efficace, in ...

La ragazza di Savannah, di Romana Petri

La cosa più difficile [...] è mettere d’accordo il pensiero con le parole una dietro l’altra. E quindi la scrittura è allenamento, è una disciplina, ma anche qualcosa di più. [...] Beh, ti dico che scrivere significa impolverarsi sulla strada della vita. E che per farlo hai bisogno di un granello di stupidità. Regina Cline  nasce in una famiglia molto cattolica, molto in vista; anche  Edward O’Connor  viene da una famiglia economicamente solida, e lavora nell’azienda del padre dopo la carriera militare nella Prima guerra mondiale. Dalla loro unione: Il 25 marzo del 1925 nacque la loro unica figlia in un ospedale accanto alla cattedrale di Sa Giovanni Battista, a pochi passi dalla scuola femminile. Venne subito battezzata e le diedero il nome di Mary Flannery. Mary Flan,  La ragazza di Savannah , da grande si farà chiamare  Flannery O’Connor  e diventerà la scrittrice cattolica del Sud più influente della sua epoca, ammirata dai grandi della letteratura. Ama...