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I draghi, il gigante, le donne, di Wayétu Moore

   Ci sono molte storie di guerra da raccontare. Le sentirete tutte. Ma ricordate che tra chi si è perso, c’è qualcuno che ce l’ha fatta. Tra i draghi ci saranno sempre gli eroi. Anche lì. Anche allora. E di quelle storie finite in sconfitta, storie di morte e di orfani che vagano tra le rovine, alcune sono finite anche nell’altro modo. Quella di Wayétu Moore non è una storia incredibile, leggendaria, assurda. È una storia “normale”, come quella di tantissime persone vittime delle guerre, quelle sì assurde, che ogni giorno si combattono in disparate parti del mondo. Qui siamo in Africa, in Liberia , durante la Prima Guerra Civile  (1989-97) intrapresa dai ribelli che vogliono spodestare il signore della guerra Samuel Kanion Doe  ,del gruppo etnico dei Khran, in nome di altri signori della guerra: Prince Johnson e Charles Taylor , che misero a ferro e fuoco il Paese fino alla tortura e uccisione di Doe.  Niente di nuovo sul fronte mondiale, direi, lo griderei, s...
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Mephisto (Romanzo di una carriera), di Klaus Mann

Si diffondevano folate di effluvi artificiali come a coprire un altro aroma, il puzzo stantio e dolciastro del sangue, che in realtà era amato e impregnava ormai l’intero paese. Il grande attore Hendrik Höfgen interpreta perfettamente Mefisto, ma non riesce a fare lo stesso con Amleto. Amleto non avrebbe mai barattato la sua anima con il potere. la gloria, il successo. Mai. Amleto muore per vendicare un padre assassinato: come fa Höfgen a renderlo, lui che deve la sua strabiliante carriera alle sporche mani di assassini di una nazione intera?  «Io devo poterti recitare! Se fallisco con te, allora sono completamente fallito. [...] Tutta la mia, vita e tutti i miei peccati, tutto il mio grande tradimento e tutta la mia vergogna sono giustificabili sono con la mia arte. Ma sono artista solo se sono Amleto». «Tu non sei Amleto – gli replicava il principe –. Non possiedi la nobiltà che si conquista solo con il dolore e la conoscenza. Non hai mai sofferto abbastanza e quello che hai con...

Neve, di Orhan Pamuk

L’uomo è il capolavoro di Allah e il suicidio è una bestemmia. Ka , turco residente in Germania, è un poeta, ma è anche un giornalista che da Francoforte viene mandato a Kars , al confine tra Armenia, Georgia e Turchia, per scrivere un reportage. Tema: le donne islamiche che si suicidano perché l’università vieta loro di entrare con il velo. Tosto come argomento. In più Ka si troverà nel bel mezzo di un colpo di Stato durante uno spettacolo teatrale – molto amletico, ça va sans dire –, l’omicidio del rettore dell’università di cui è testimone diretto, ad avere a che fare con terroristi islamici, militari nazionalisti e la cosa più ostica di tutte: la propria coscienza spirituale. È ateo? Crede in Allah? E se sì, perché? Ma quello che coinvolgerà più di tutto Ka nel suo soggiorno è il suo amore per Ipek , splendida donna, figlia del proprietario dell’albergo, Turgut , in cui risiede Ka, sorella di Kadife , che è l’amante del personaggio più carismatico e interessante di tutti, il terro...

Malaparte. Morte come me, di Monaldi & Sorti

È proprio vero: spesso le cose più belle nascono dagli errori. Dal book crossing di un’amica prendo, al volo, di corsa, un libro che ha in copertina il nome Malaparte, convinta sia qualche romanzo di Curzio. Invece mi ritrovo a leggere un romanzo che si intitola Malaparte. Morte come me , di cui lo scrittore è il protagonista, scritto da una coppia nel lavoro e nella vita, Monaldi & Sorti , e scopro che è un libro arrivato tra i 12 finalisti al Premio Strega del 2017, l’anno in cui ha vinto Le otto montagne di Paolo Cognetti, che, con tutto il rispetto, a questo libro non tira dietro neanche le ciabatte.  Rita Monaldi e Francesco Sorti – grecista lei, musicologo lui – danno vita a un giallo storico affascinante e appassionante, sulle orme di Curzio Malaparte durante il suo soggiorno a Capri nel 1939 , mentre stava facendo costruire la sua villa, un capolavoro di architettura razionalista a picco sul mare. Il romanzo è stato motore della  riapertura del caso da parte ...

Domani è per sempre, di Ermal Meta

Ai figli di un tempo ferito, che il tempo non ha potuto ferire.  Molto doloroso. Un affresco veramente duro dell’Albania del secondo dopoguerra, con le sue violenze e le sue contraddizioni. Ma ce la ricordiamo la famosissima foto della nave piena di albanesi del 1991. Quella stessa Albania a cui ora chiediamo di ospitare i nostri “clandestini”. I corsi e ricorsi della Storia altro non sono che la nostra amnesia a breve e lungo termine. Una volta gli albanesi erano i nostri delinquenti, ora sono quelli che i delinquenti ce li tolgono... Quanta acqua marcia scorre sotto i ponti eh? E lasciamo perdere i ponti... che qui in Italia non hanno buona fama tra Morandi e Messina... Ermal Meta è un bravissimo romanziere: empatico, coerente, bravo a creare situazioni e a provocare emozioni anche molto forti. È indubbiamente un libro che prende la pancia Domani e per sempre . Non è come si potrebbe pensare autobiografico, ma è basato su storie vere, sentite direttamente dall’autore.  La v...

Giorni memorabili, di Michael Cunningham

Whitman è stato l’ultimo grande uomo che ha veramente amato il mondo. Le macchine stavano appena cominciando ad avanzare quando visse lui. Se potessimo tornare a un’era come quella di Whitman, forse potremmo amare di nuovo il mondo. Michael Cunningham è indubbiamente uno dei miei autori preferiti. Le ore , Una casa alla fine del mondo , Carne e sangue ... Uno più bello dell’altro. Ed è un autore versatile, con uno stile preciso, ma pronto a storie sempre diverse. Questo Giorni memorabili , scovato in una vecchia edizione al Libraccio tra i libri a 2 euro, è completamente diverso da ogni altro suo romanzo. Tre storie, tempi diversi, tre personaggi che ricorrono in tutte e tre le vicende anche se con caratteristiche e ruoli diversi. Un’unica linea temporale che parla di corsi e ricorsi, di evoluzione, di consequenzialità... Dove finisce una storia ne inizia un’altra, nuova, ma necessariamente figlia della precedente.  Luke (o Lucas,un bambino), Simon  (un ragazzo, un mezzo...

L’uomo marchiato, di Robert Galbraith

Ah, Rowling Rowling, perché sei tu Rowling? (O Robert Galbraith , ma ormai penso tutti sappiano che è uno pseudonimo), Il mio rapporto di odio/amore con lei è sempre più ambiguo. Non compro più i suoi libri per una mia particolare forma di protesta nei confronti del suo operato coerente, per carità, con il suo pensiero. Attenzione, la si più pensare come si vuole e avere le proprie idiosincrasie, i propri “razzismi” e quant’altro, ma quando vengono finanziate certe aberranti iniziative politiche... ecco lì mi fermo con la tolleranza. Mi sembra incredibile che una donna che ha creato Harry Potter possa avere certe idee e portarle avanti con tale foga e mole di denaro. Quindi ho deciso, per mia personalissima pace interiore, di non comprare più i suoi libri, ma di leggerli solo presi in biblioteca, per rispettare il suo pensiero ma contemporaneamente non incrementare il denaro che può andare in certe politiche abominevoli. Questo il motivo per cui ci ho messo così tanto a leggere questo ...