Se solo si potesse dire alla versione più giovane di noi stessi di cosa bisogna preoccuparsi davvero. Siamo a York . Quattro amici, insieme dall’università che piano piano diventano indispensabili gli uni agli altri. Amici improbabili, diversissimi, che si ritrovano però a condividere la vita in modo scanzonato ma profondo. Ognuno con la sua particolarità: Angie , una famiglia assente alle spalle, è abituata a stare sola e a cavarsela, ha un animo sensibilissimo anche se all’inizio appare strafottente e indifferente agli altri e alle buone maniere; Leon è un preciso, pacato, pronto a soddisfare i bisogni degli altri prima dei suoi, con un talento nascosto per la musica; Maggie è l’organizzatrice, da sempre consapevole di voler fare l’avvocata, efficiente, affettuosa, dalla prima volta che lo vede attratta da Tiger , giramondo, in costante movimento, mai una relazione seria, mai una casa fissa. Quando Angie rimane incinta di Jax – attivista ambientalista con cui ha una storia mo...
Preso a caso in biblioteca perché per una challenge “dovevo” leggere un libro finalista al Premio Pulitzer e mi è capitato davanti, mi ha fatto scoprire una finissima autrice, Elif Batuman , americana di origini turche, proprio come la protagonista di questo piccolo gioiello, che ha tratti ha del nonsense , e che mi ha ricordato un po’ Stoner . (Per completezza, il Premio Pulitzer è quello del 2018, edizione vinta da Less di Andrew Sean Greer, già messo in lista). L’idiota è Selin , come dicevamo turco-americana, diciannovenne matricola di Harvard del 1995. Appassionata – a tratti direi ossessionata – dalla linguistica, che studia – soprattutto il russo e l’ungherese – la sua difficoltà a comunicare trova sfogo nella scoperta delle email. Metro di misura del mondo, la letteratura è per Selin canale di comunicazione col mondo e quando comincia a parlarne con l’ungherese Ivan tramite email, se ne innamora perdutamente. Ma le sottigliezze insignificanti sono l’unica c...