Dai, diciamolo, il teatro a volte può risultare ostico da leggere. Un po’ perché i testi sono spesso strettamente legati alla messinscena, un po’ perché obbliga a uno sforzo immaginativo data la mancanza di descrizioni ambientali e psicologiche. È una letteratura di personaggi. E questi devono avere una profondità di parola espressiva molto superiore a quella della narrativa. Cosa pensa il personaggio? Perché? Quali sono le sue aspettative? Qual è il suo passato? E che relazioni ha con gli altri personaggi, che a loro volta pensano e agiscono senza che ci dicano il perché? Il buon testo teatrale è quello che a queste domande semplicemente non risponde perché non ce n’è bisogno, perché il suo “qui e ora” è sufficiente a renderlo “umano”. Ecco, Massimo Canepa e Paolo Faroni , componenti del gruppo Blusclint , in questa Trilogia della morte con lieto fine ci fanno conoscere personaggi così, che esistono, vivono, hanno senso in quell’alveo lì, quello di un testo breve, efficace, in ...
La cosa più difficile [...] è mettere d’accordo il pensiero con le parole una dietro l’altra. E quindi la scrittura è allenamento, è una disciplina, ma anche qualcosa di più. [...] Beh, ti dico che scrivere significa impolverarsi sulla strada della vita. E che per farlo hai bisogno di un granello di stupidità. Regina Cline nasce in una famiglia molto cattolica, molto in vista; anche Edward O’Connor viene da una famiglia economicamente solida, e lavora nell’azienda del padre dopo la carriera militare nella Prima guerra mondiale. Dalla loro unione: Il 25 marzo del 1925 nacque la loro unica figlia in un ospedale accanto alla cattedrale di Sa Giovanni Battista, a pochi passi dalla scuola femminile. Venne subito battezzata e le diedero il nome di Mary Flannery. Mary Flan, La ragazza di Savannah , da grande si farà chiamare Flannery O’Connor e diventerà la scrittrice cattolica del Sud più influente della sua epoca, ammirata dai grandi della letteratura. Ama...