Quelli di Murakami sono sempre viaggi. Per il Giappone, tra il mondo di qua e quello di là, tra Tokyo e una città dalle altre mura, quale che sia è però sempre un viaggio all’interno di noi stessi. Sì, vale per tutti, perché tutti abbiamo un’ombra, sogni, un immaginario, una vita da vivere... E così, tra unicorni che gelano nell’inverno, guardiani bizzosi, fantasmi che accendono camini, donne che amano e ragazzi dalle doti eccezionali, Murakami ci accompagna alla scoperta della città dalle mura incerte, incerte perché non si sa come arrivarci, ma che alla fine svolgono splendidamente il loro lavoro: mantenere una comunità di persone e unicorni in cui il tempo non esiste – letteralmente, l’orologio della chiesa non ha le lancette –, i giorni si susseguono identici e la mente riposa. In cui si può amare e conoscere, ma in cui si deve rinunciare alla propria ombra, lasciandola sola a morire nel mondo là fuori. Ma il mondo fuori è la realtà? Chissà cosa vuol dire “realtà”; Murakami non ce...
La cosa più chiara che emerge dalla lettura di Amnistia è che ad Aravind Adiga non stanno particolarmente simpatici gli australiani. Eppure – o forse propio per questo – Adiga ha vissuto a Sydney prima di andare negli Stati Uniti, in Inghilterra per poi tornare in India dove risiede tuttora, a Mumbai. Devo dire che non mi ha entusiasmato. L’ho trovato un po’ noioso e ripetitivo. Mi riprometto di leggere La tigre bianca , con cui ha vinto il Booker Prize 2008. La storia di Amnistia vede protagonista Danny , il Leggendario Uomo delle Pulizie, uno srilankese di Batticaloa immigrato a Sydney per studi a cui è scaduto il visto ed è stato negato lo status di rifugiato. Si ritrova quindi a essere un irregolare in un Paese severissimo – a tratti crudele – in fatto di leggi immigratorie, nonostante i suoi tentativi di integrazione a partire dall’aspetto fisico: ha delle meches dorate che lo rendono in parte biondo. Nella casa numero 5, una di quelle che lui pulisce, viene uccisa una do...